Ancora guai per Samsung

Qualcomm-SnapdragonIl 2014 non è stato un buon anno per Samsung. Il colossale flop del flagship S5, unito all’erosione della fascia bassa del mercato da parte degli aggressivi produttori cinesi e a quella della fascia alta da parte di Apple con l’iPhone 6 finalmente dotato di grandi display ha portato a un collasso delle vendite, degli utili e del valore delle azioni della Chaebol coreana, al minimo da molti anni. Nel 2015 Samsung cerca il rilancio nella redditizia fascia alta di mercato con un S6 tutto in alluminio, ma già emergono nuovi problemi: il nuovo SOC Snapdragon della Qualcomm infatti ha un bug che provoca il surriscaldamento del telefono e un calo drammatico delle prestazioni (throttling); l’S6 perciò monterà il processore Exynos prodotto dalla Samsung stessa.

Il problema è che questo processore non è all’altezza della concorrenza (leggi: Apple A8) e inoltre necessita di un chip separato per la baseband LTE, sempre prodotto da Qualcomm, con maggiori consumi di batteria rispetto all’integrato Snapdragon. Non ci sono altre opzioni: Nvidia e Texas Instruments si sono ritirati dal settore dei SOC per smartphone, Apple non vende i suoi A8 a nessuno e altri produttori minori come Mediatek non offrono prodotti hi-end.

Perché Qualcomm, leader di mercato con grandi risorse, ha “toppato” l’810? In buona parte perché è stata colta “a braghe calate” dall’Apple A7 a 64 bit del 2013, senza essere affatto pronta con un’offerta a 64 bit né avere una roadmap. Ha dovuto perciò “raffazzonare” un processore a 64 bit richiesto a gran voce dai dipartimenti marketing dagli OEM come Samsung, rinunciando all’architettura proprietaria e adottando i core standard ARM 15 per fare prima. Ma, come spesso accade, la gatta frettolosa fa i gattini ciechi.

La situazione che sembra profilarsi pare perciò questa: un Qualcomm 810 moderno ma difettoso oppure un modesto Exynos come unica scelta hi-end per i produttori Android, con Apple che, come un demonio, progredisce ulteriormente con l’A9 e stacca tutti, anche con l’obbligo per gli sviluppatori di utilizzare codice a 64 bit d’ora in poi.

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