Mixare una compilation negli anni ’90

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Rispondo a un’email di Roberto che chiede come realizzavo tecnicamente le compilation Riempipista, Wonderland, eccetera nei primi anni ’90. Il grosso problema era che, dovendo mixare alla massima qualità possibile, si dovevano utilizzare CD e soprattutto nastri digitali DAT; ma all’epoca non esistevano i CDJ (o, forse, esistevano ma nessuno li aveva), per non parlare di software di mixaggio.

Ma io disponevo di un campionatore stereo! Col Roland DJ70 potevo campionare sezioni dei brani e sequenziare i vari mixaggi perfettamente col sequencer, uno per uno. Li registravo poi tutti su DAT e mi segnavo su un foglio di carta tutti i tempi precisi a cui andavano inseriti tra i brani. A questo punto, andavo alla Elettroformati di Milano, dove c’era una costosissima console DAW digitale e creavo il “patchwork” cucendo tutti i vari pezzetti. Un lavoro certosino. Inutile dire che a volte, ad assemblaggio avvenuto, certi mixaggi me li immaginavo più efficaci. Ma altre volte succedeva il contrario. Il prodotto finale comunque era soddisfacente.

Mixai in questo modo le compilation Riempipista, la Energia del Diablo e varie altre. Poi comprai un Powermac 7100 con scheda audio Audiomedia e risparmiai i viaggi a Milano!

Oggi le compilation (inclusa la serie BOMBON3RA) le realizzo con Mixmeister Studio e Logic Pro X, in cui importo il master file e aggiungo voci, effetti e overdubs.

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