Vivere nel futuro

Una discoteca di Vienna commemorerà sabato sera lo storico locale Fun Factory. Io sono ospite e, dato che il Factory operò dal 1999 al 2004, mi è stato chiesto di suonare solo musica di quel periodo. Si dà il caso che all’epoca facessi molte serate in quella zona e perciò conosco molto bene i miei polli. Si dà anche il caso che all’epoca in Austria e Germania si suonasse musica stupenda, in equilibrio perfetto tra energia, suggestione e dolcezza. Quindi, ho accettato entusiasticamente.

Mentre riordinavo i brani per creare la playlist della serata, ho avuto un vero flashback di quel periodo e ho realizzato come, a cavallo tra il vecchio e il nuovo millennio, si stava vivendo nel futuro.

Pensateci: la new economy delle startup tecnologiche era al suo picco massimo (la bolla sarebbe esplosa nel marzo del 2000 col crollo del NASDAQ), si cablavano le città in fibra, c’erano già smartphone che si collegavano a internet (esempio il Nokia Communicator), le automobili e persino i computer non erano poi così diversi da quelli di oggi. Nelle mie serate usavo una videocamera digitale. Floorfilla aveva un sito internet. Avevamo la chiara percezione di un’accelerazione incredibile della scienza e della tecnologia, si parlava di Intelligenza Artificiale come di un traguardo vicinissimo. Il film Matrix descriveva perfettamente questo spirito.

E soprattutto la musica era futuristica. Cosa intendo per futuristica? Ascoltate ad esempio The Darkside. Poi, l’attacco alle Twin Towers, il crollo del Nasdaq… qualcosa si ruppe, i sogni futuristi si dissolsero come rugiada e ritornammo alla preistoria.

Ma è stato bellissimo vivere nel futuro.